martedì 26 ottobre 2010

Viva la democrazia

Viva la democrazia, anzi no. Nel Pdl decide solo il premier

Secondo una norma della bozza che regola i congressi locali del Pdl, il presidente potrà "a suo insindacabile giudizio e senza obbligo di motivare la decisione non dare seguito alle indicazioni delle assemblee". E gli elettori saranno solo i dirigenti

La frase è chiara, il riferimento cristallino.
Articolo 6 della bozza di delibera che regolamenta i congressi locali del Popolo della libertà: “Il Presidente può, a suo insindacabile giudizio, e senza l’obbligo di motivare la decisione, non dare seguito alle indicazioni delle Assemblee”.
Inutile aggiungere che il “Presidente” con la p maiuscola è lui, Silvio Berlusconi, e che le assemblee sono le assisi regionali e provinciali che eleggeranno “democraticamente” i coordinatori locali.

La decisione non è estemporanea. Secondo alcune ricostruzioni di alcuni osservatori, da giorni (forse addirittura da settimane), il premier e i suoi stavano lavorando a un Pdl ancora "più democratico" ("lo è già", aveva tuonato Berlusconi alla direzione nazionale dell'aprile scorso).
A capeggiare la task force per rendere più partecipativa la vita interna del partito, due dei tre coordinatori pidiellini, Sandro Bondi e Denis Verdini, che sempre secondo i bene informati, avrebbero accelerato sul “processo di democratizzazione del Pdl”.
Il risultato? Uno statuto - ancora da approvare - e una norma - l'art.6 appunto - nata con l'obiettivo, come scrive Libero, di dirimere ogni controversia tra ex militanti di An e Forza Italia.

Dunque, riepilogando: se tutto andrà come previsto, si delibererà un regolamento, si indiranno le assemblee, si convocheranno i dirigenti (potranno votare solo tra parlamentari e amministratori locali), si conteranno le schede, si proclameranno gli eletti. Poi, la palla passerà al premier: toccherà a lui dare l'imprimatur definitivo. Pollice in alto, sarà tutto ok; pollice verso, tutto da rifare.

lunedì 18 ottobre 2010

BANCA ARNER - La banca dei Numeri Uno


C'è chi parla di 5 o 7 ville acquistate da Berlusconi ad Antigua, realizzate da Flet Point, una società su cui indaga la Procura di Milano.
C'è anche una villa attribuita all'ex calciatore del Milan, Scevcenko.
E c'è anche quello che una guida locale chiama il Castello di Berlusconi.
La spiaggia è stata chiusa alla gente del luogo, in un'area che contiene 50 o 60 ville di italiani illustri.
Molti testimoni dicono di aver visto arrivare Berlusconi in aereo o vedere ormeggiato il suo yatch nell'isola.
Ma di chi è l'intera area della Emerald Cove, che copre 6 chilometri di costa?
Due alberghi e cento ville sono previste nell'area.
Quattro acri sono di Silvio Berlusconi, come documenta l'inviato di Report.

Il premier li ha acquistati dichiarandosi residente nella vecchia casa della mamma a Milano e non ad Arcore.
Due megaville con piscina sarebbero state acquistate da Berlusconi per 22 milioni di euro.

C'è anche chi vorrebbe chiamare l'area The President bay.

La domanda con cui si chiude il servizio di Report è semplice: di chi è l'area da cui ha acquistato le sue ville Berlusconi?
E Milena Gabanelli conclude: "Dopo tante inchieste sulla casa di Montecarlo di An, Berlusconi dovrebbe dare qualche risposta anche sulle vilel di Antigua. Se vorrà, siamo qui per raccogliere la sua versione".

venerdì 15 ottobre 2010

Parlamentari pagati per non lavorare



Martedì 12 ottobre, ore 17.
945 parlamentari pagati per non lavorare. La settimana appena trascorsa, lo dico con sconcerto e amarezza, 630 deputati della Repubblica, pagati con i soldi dei contribuenti, sono stati impegnati “dal martedì al martedì” per esprimere un solo voto. Al Senato è la stessa identica cosa: 315 senatori pagati per non lavorare

lunedì 4 ottobre 2010

Il Gruppo Italia dei Valori esprime solidarietà a Frediano Manzi



Nella notte tra mercoledì 29 e giovedì 30, il Presidente dell’Associazione “Sos Racket & Usura”
Frediano Manzi ha tentato il suicidio.
Saputa la notizia, immediata è stata la solidarietà espressa in una nota ufficiale nei confronti di “un uomo che percepisce di essere solo nel portare avanti le propriebattaglie”. A nome del Gruppo è intervenuta in Aula, durante la seduta di Consiglio provinciale di giovedì 30 settembre, la Consigliera Scognamiglio.
“Conosco Manzi da alcuni mesi – ha detto – e mi addolora vedere a quali conseguenze può portare il disinteresse delle istituzioni e della società civile di fronte a un tema tanto delicato.
Manzi ha spiegato di essere stato preso dallo sconforto e dalla disperazione per la solitudine in cui spesso è stato lasciato durante le sue battaglie e per aver “caricato” di tensioni e di responsabilità la sua famiglia.
Mi ha fatto molto male leggere le parole con cui Manzi ha provato a spiegare cosa gli sia passato per la testa. Nelle sue parole, ho visto la delusione di chi sente di essere solo di fronte a qualcosa di più grande di lui. Ho visto l’impotenza, l’abbandono della città che lui ama e per la quale ha sempre combattuto. Dimostriamo che la Milano vera, quella libera e legalitaria è con lui”.

Nel merito così si è espresso il Capogruppo Biolchini: “ Stiamo ancora aspettando che i ripetuti annunci del Presidente della Commissione Sicurezza, Giuseppe Milone, di sostegno economico e attribuzione di una sede all’Associazione “Sos Racket & Usura” non rimangano solo inutili parole.
Prendiamo atto che questo centrodestra, come per altre questioni, è inaffidabile.”