venerdì 30 ottobre 2009

LODO ALFANO



Continua con grande successo l'iniziativa di volantinaggio riguardante il pronunciamento della Corte Costituzionale in merito alla legittimità della legge meglio conosciuta come "Lodo Alfano".
In tutta la zona (da Cerro Maggiore a Rescaldina e Legnano) verranno distribuiti i volantini a nostra disposizione.
Il prossimo appuntamento è:
sabato 31 ottobre
a LEGNANO in Piazza San Magno
dalle 15.00 alle 19.00
Vi aspettiamo numerosi e vi ringraziamo per la vostra sensibilità nei confronti della nostra Carta Costituzionale.

Lezione di coerenza



Piero Marrazzo, dopo alcune ore di sbandamento e di incertezza, ha deciso di non ricoprire più quell'incarico (al quale incarico era stato eletto direttamente dai cittadini, giusto per ricordare una inaccettabile pretesa di impunità invocata dal Presidente del Consiglio che pure non è stato eletto direttamente).

Dopo la autosospensione, Marrazzo avrebbe dovuto lasciare definitivamente l'incarico. E Marrazzo coerentemente si è dimesso.

Una scelta ben diversa da quanti sono imputati, sono condannati, confondono pubblico e privato e con grande disinvoltura ed altrettanto fastidio insultano quanti osano invocare non soltanto rispetto delle leggi ma anche esercizio di pubbliche funzioni con “disciplina e onore”.

Un dilagante imbarbarimento sta investendo il funzionamento delle istituzioni, a partire da Palazzo Chigi, e sempre più rischia di coinvolgere Forze dell'ordine, servizi statali di sicurezza e delicatissimi centri decisionali.
Sollecitiamo la Magistratura a far luce su chi, perché ed eventualmente per ordine o con il placet di chi quattro carabinieri sono responsabili di attività criminosa nel caso Marrazzo e quanti altri uomini delle istituzioni sono responsabili di attività criminosa , con riferimento ad altri casi, ancora non noti e che non possiamo accettare restino impuniti.

L'invito a denunciare mafiosi di ogni specie che siano estorsori e ricattatori deve valere, con almeno pari forza, per denunciare uomini delle istituzioni di qualunque grado e di qualunque ruolo che siano estorsori e ricattatori.

mercoledì 7 ottobre 2009

Il lodo Alfano è "illegittimo"

La pronuncia a maggioranza dei giudici della Consulta sulla legge che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato.
"Violati gli articoli 3 e 138 della Carta"


La Corte Costituzionale ha deciso:
il lodo Alfano è "illegittimo"

Una sentenza che di fatto sblocca i due procedimenti giudiziari a carico del premier


Il lodo Alfano è illegittimo.
Lo hanno stabilito, a maggioranza, i giudici della Corte costituzionale, riuniti in seduta plenaria per deliberare sulla legittimità - rispetto ai principi della nostra Carta fondamentale - della legge che sospende i processi per le prime quattro cariche dello Stato.
Una bocciatura a tutto campo, dunque, per il provvedimento fortemente voluto da Silvio Berlusconi: secondo i magistrati, il lodo viola ben due norme della Costituzione: l'articolo 138, vale a dire l'obbligo di far ricorso a una legge costituzionale (e non ordinaria come questa); e l'articolo 3, quello che stabilisce il prinicipio di uguaglianza di tutti i cittadini.
E questa presa oggi dalla Consulta è forse la decisione più attesa, più importante sul piano delle ricadute politiche, degli ultimi anni.
Anche perché, sul piano pratico, sblocca i due processi a carico del premier (per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato Mills, e per reati societari nella compravendita dei diritti tv Mediaset), congelati proprio a causa del lodo.
I magistrati sono entrati in Camera di consiglio ieri, ma la giornata si è conclusa con una fumata nera. Da qui la seconda riunione, quella odierna: mattinata ancora con un nulla di fatto, e poi, nel pomeriggio, la pronuncia è arrivata. Una scelta non facile, quella dei giudici. Anche perché tra i membri della Corte si è consumato uno scontro tra i favorevoli e i contrari.
Fino alla decisione finale. Ancora stamattina, il ministro della Giustizia Angelino Alfano aveva difeso con forza la legge: un provvedimento - queste le sue parole - "in cui noi abbiamo confidato, ritenendo di avere applicato tutti i precetti della precedente sentenza della Consulta".
Ma ora la Corte gli ha dato torto.

Quanto a Berlusconi, ha atteso la pronuncia dei giudici costituzionali nella sua residenza di Palazzo Grazioli. In compagnia, tra gli altri, di Gianni Letta, dello stesso Alfano e di Umberto Bossi, giunto col figlio Renzo.

Berlusconi contestato a Messina



“Sentire parlare di una Italia al servizio di Berlusconi fa schifo, viverla in diretta è molto peggio. Emblema di servilismo il giornalista del TG2 che ha interrotto la diretta per evitare di mostrare alla nazione la forte contestazione nei confronti dei Berlusconi.”


Queste le parole di chi ha girato il video che documenta le forti contestazioni contro Berlusconi durante la passerella messinese.

Qui trovate il video che le TV non mostreranno MAI.

E c’è ancora chi ha il coraggio di affermare che in Italia la libertà di Informazione non è in pericolo.
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Al contrario di quanto la televisione con i servizi speciali e telegiornali ci fa vedere, basta andare in internet e digitare "Berlusconi contestato" per vedere quante volte e dove vi è stata contestazione:


giovedì 1 ottobre 2009

La certificazione energetica in Lombardia


Il Gruppo Italia dei Valori del Consiglio regionale della Lombardia è lieto di invitarVi all'incontro:


"LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA IN LOMBARDIA"


che si terrà venerdì 2 ottobre, alle ore 16,00
presso il Circolo della Stampa di Milano in Corso Venezia 16


Quest’incontro rappresenta l'occasione di approfondire aspetti fondamentali del risparmio energetico nonché le garanzie e i diritti di inquilini, professionisti, costruttori ed enti pubblici.

Interverranno:
Bruno PIOLI presidente circolo Milano dei Valori
Ivan MOZZI responsabile CENED
Gherardo FLAVIANO STIMOLO notaio
Marzio BELLONI amministratore immobiliare
Aurelia DESTRO certificatore energetico
Maura LENTI tecnico comunale
Stefano ZAMPONI capogruppo IdV Consiglio regionale della Lombardia

Legalita' e trasparenza amministrativa




Legalità e trasparenza amministrativa sono due potenti strumenti di democrazia che purtroppo sono stati - e sono - troppo spesso vituperati nell'Italia repubblicana.

Da tempo assistiamo a più o meno gravi fenomeni di corruzione: dalla classica "raccomandazione" ai processi "aggiustati" o sospesi per favorire il potente di turno, ai dipendenti fedeli a qualsiasi amministrazione, rimossi o "dimissionati" perché onesti osservatori dello stato e non del potere.

Molte amministrazioni pubbliche, divise per territori, funzioni o carriere, spesso diventano feudo di poteri politici che nulla hanno di democratico.

Nell'Italia di Berlusconi la situazione è anche peggiorata, siamo ormai alla denigrazione dei magistrati scomodi, all'impoverimento dell'amministrazione pubblica (vedi scuola e sanità) a favore dell'attività imprenditoriale privata degli "amici".

L'Italia dei Valori è contraria al neofeudalesimo, vogliamo tornare agli schietti valori repubblicani scolpiti nella Costituzione, perché se la res publica, in quanto tale, è di tutti, non può essere piegata agli interessi di pochi o, peggio, di uno solo.

Si tratta di una grossa battaglia democratica nella quale noi siamo in prima fila.

Ne discuteremo nel corso del convegno "Legalità e Trasparenza Amministrativa. Una normalità mai raggiunta", che l'Italia dei Valori ha organizzato a Milano il 1° ottobre, alle ore 20.30, presso la Sala Di Vittorio della Camera del lavoro, in C.so di Porta Vittoria, 43. Al convegno parteciperanno Luigi De Magistris, Nicola Tranfaglia, Basilio Rizzo, Flavia Fulvio, modererà il dibattito Peter Gomez.