venerdì 30 ottobre 2009

Lezione di coerenza



Piero Marrazzo, dopo alcune ore di sbandamento e di incertezza, ha deciso di non ricoprire più quell'incarico (al quale incarico era stato eletto direttamente dai cittadini, giusto per ricordare una inaccettabile pretesa di impunità invocata dal Presidente del Consiglio che pure non è stato eletto direttamente).

Dopo la autosospensione, Marrazzo avrebbe dovuto lasciare definitivamente l'incarico. E Marrazzo coerentemente si è dimesso.

Una scelta ben diversa da quanti sono imputati, sono condannati, confondono pubblico e privato e con grande disinvoltura ed altrettanto fastidio insultano quanti osano invocare non soltanto rispetto delle leggi ma anche esercizio di pubbliche funzioni con “disciplina e onore”.

Un dilagante imbarbarimento sta investendo il funzionamento delle istituzioni, a partire da Palazzo Chigi, e sempre più rischia di coinvolgere Forze dell'ordine, servizi statali di sicurezza e delicatissimi centri decisionali.
Sollecitiamo la Magistratura a far luce su chi, perché ed eventualmente per ordine o con il placet di chi quattro carabinieri sono responsabili di attività criminosa nel caso Marrazzo e quanti altri uomini delle istituzioni sono responsabili di attività criminosa , con riferimento ad altri casi, ancora non noti e che non possiamo accettare restino impuniti.

L'invito a denunciare mafiosi di ogni specie che siano estorsori e ricattatori deve valere, con almeno pari forza, per denunciare uomini delle istituzioni di qualunque grado e di qualunque ruolo che siano estorsori e ricattatori.

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