mercoledì 29 aprile 2009

Sempre IMPREGILO !



Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?

Impregilo!

Si, sempre lei (l'azienda di Caltagirone, suocero del segretario UDC Casini)

La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.

La stessa che è riuscita a incrementare esponenzialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi.

La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi.

La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.

La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.

La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.

E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta.
Chi diavolo è questa società dall'enorme potere che sta devastando la nostra terra?
Anche questa volta nessuno parlerà di lei? Anche questa volta la passerà liscia?


PS: Se per qualcuno non fosse sufficiente basta andare sul sito dell'Impregilo (www.impregilo.it) e ricercare "Ospedale" per leggere.

sabato 25 aprile 2009

Il sindaco abbandona la commemorazione del 25 Aprile

Legnano (25 Apr 2009)

Non si era mai visto prima nella storia della città di Legnano.

Il sindaco ha abbandonato la commemorazione del 25 Aprile in piazza San Magno, mentre stava parlando il presidente dell'ANPI legnanese Luigi Botta.

A far infuriare il primo cittadino Lorenzo Vitali pare sia stato un passaggio del discorso, nel quale il presidente dell'ANPI ha accostato i manifesti che punivano gli assembramenti durante la seconda guerra mondiale ai più moderni divieti di fermarsi in più di tre persone, in voga in alcune città ad opera di alcuni sindaci.

Vitali si è poi ripresentato alla partenza del corteo verso il cimitero monumentale, accolto da cori di disapprovazione e inviti alle dimissioni.

A cercare di stemperare il clima ci ha pensato mons. Galli, prevosto della città, durante l'omelia della S. Messa celebrata al Campo dei Partigiani. Il sacerdote ha ricordato che "chi spende la propria vita per gli altri la ritrova", invitando a gettare il seme della libertà e dell'impegno civico nelle giovani generazioni.


Per chi vuole leggere il testo integrale del discorso del Presidente dell'ANPI Luigi Botta può collegarsi al seguente link: http://docs.google.com/Doc?docid=dct5tmb9_2dfrg67hk&hl=en

giovedì 23 aprile 2009

La Lega ti ‘frega’: dopo la ‘Bossi tax’ anche la ‘Saffioti tax’



Italia dei Valori mette a disposizione dei cittadini lombardi un’assistenza legale gratuita per chi vorrà contestare questo assurdo balzello.

“Dopo che Bossi ha preteso da Berlusconi il rinvio del referendum, “scaricando” sulle tasche dei cittadini italiani 400 milioni di euro, i suoi “piccoli emuli” in Lombardia hanno promosso una legge cervellotica, che vieta di mangiare il gelato passeggiando”, dichiara Stefano Zamponi, Capogruppo regionale dell’Italia dei Valori.

“L’iniziativa era nata per contrastare il consumo di Kebab – continua Zamponi -, nell’ottica leghista di creare un polverone demagogico contro il “nemico extracomunitario”; il risultato è stata una legge incostituzionale (che dal nome del relatore abbiamo definito ‘Saffioti tax’), che creerà enormi problemi a italianissime gelaterie, paninerie e focaccerie artigiane”.

Italia dei Valori mette a disposizione dei cittadini lombardi un Centro gratuito di assistenza legale per chi vorrà contestare questo assurdo balzello.

Tutti i riferimenti sul sito web http://www.gruppoidvregionelombardia.it/

IL CONSIGLIO COMUNALE DI LEGNANO APPROVA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2009

Raffaele Giordano - Consigliere Comunale IdV

Il bilancio di previsione per il 2009 è stato approvato.

Sono stati 18 i voti a favore (in aula mancava soltanto il consigliere Antonio Guarnieri di Alleanza per Legnano), 12 quelli contro (l'intera opposizione).L'approvazione è avvenuta sette minuti dopo la mezzanotte.La discussione ha trovato soprattutto in Crespi (IpL), Rotondi (PD), Giordano (IdV), Marazzini (Sinistra) i principali oratori, ai quali il sindaco Vitali ha replicato specie in tema di ferrovia, Consulta del Volontariato, Amga, inquinamento, sicurezza e legalità, nuovo e vecchio ospedale.

A margine della votazione, questo il giudizio espresso in mattinata (21-04-2009 n.d.r.) da Paolo Campiglio, presidente del Consiglio comunale:

"Il Consiglio comunale di Legnano, dopo tre sedute di Aula e una di Commissione, in cui sono state dedicate complessivamente 13 ore di discussione, ha approvato il bilancio annuale di previsione per l'esercizio finanziario 2009, la relazione previsionale e programmatica, il bilancio pluriennale e il programma triennale 2009-2011 dei lavori pubblici.

La votazione finale ha riportato il seguente risultato:Consiglieri presenti: 30 su 31.Favorevoli: 18Contrari: 12Astenuti: nessuno.

Mi sento di esprimere grande soddisfazione per l'importante lavoro svolto dai consiglieri comunali. Il progetto di bilancio viene ovviamente predisposto dalla Giunta e quindi dalla maggioranza politica che la sostiene, devo comunque apprezzare il comportamento tenuto sia dai gruppi di maggioranza che da quelli di opposizione nel corso della sessione dedicata all'approvazione del più importante documento amministrativo della città. I primi hanno saputo ascoltare le proposte della minoranza e in taluni casi le hanno condivise, facendole approvare.

L'opposizione ha dimostrato un alto senso civico quando ha modificato le proprie mozioni per andare incontro alle richieste della Giunta e quando, nella seduta di sabato, la maggioranza non è stata autosufficiente nel garantire il numero legale.
Al di là delle differenti posizioni espresse da entrambi gli schieramenti sul contenuto del bilancio comunale, che è stato approvato solo con i voti del centrodestra, anche in quest'occasione è stato dimostrato che il Consiglio comunale è un'istituzione attenta, magari giustamente gelosa delle prerogative e delle competenze che la legge le riconosce, e che agisce con responsabilità nell’attuazione del programma di governo che i cittadini hanno condiviso".

venerdì 17 aprile 2009

Filippo Penati sabato 18 aprile a Legnano


Legnano (17 Apr 2009)

Il Presidente Filippo Penati e l'Assessore Vito Giannuzzi saranno a Legnano sabato mattina per un doppio passaggio:

# alle ore 10.00 al Liceo Scientifico Galilei
# alle ore 11.00 all'IPSIA Bernocchi.

L'occasione è l'inaugurazione di qualche nuovo spazio che finalmente si rende disponibile dopo gli importanti interventi di ampliamento che stanno interessando i due istituti Legnanesi: il momento è particolarmente importante viste le elezioni provinciali che si terranno a giugno.

Prossimi appuntamenti

Cari amici,

vi ricordo i prossimi appuntamenti:

- sabato 18 aprile dalle ore 9,00 alle ore 13,00 banchetto mercato di Legnano

- sabato 18 aprile 2009 alle ore 15.00 Consiglio comunale Legnano

- domenica 19 marzo dalle ore 14,30 alle ore 18,30 banchetto in Piazza San Magno Legnano

- lunedì 20 aprile 2009 alle ore 20.30 Consiglio comunale Legnano

Come al solito vi chiedo di farmi sapere la vostra disponibilità in merito.

Silvana Martino
Presidente Circolo IDV Legnano

mercoledì 15 aprile 2009

Alternativa di governo



Sul Corriere della Sera del 14 aprile 2009 a pagina 17, si legge un articolo dal titolo: “La svolta «operaista» di Di Pietro”. Nello stesso articolo Pier Paolo Baretta, parlamentare del Pd commenta la vicinanza dell’Italia dei Valori alla classe operaia, e afferma che “sarebbe un errore mettersi a inseguire Di Pietro tentando di occupare lo spazio della contestazione. ..(omissis)... Il Partito democratico non può essere un semplice contenitore di dissenso, come invece è l’Italia dei Valori”.

L’Italia dei Valori cresce in consenso perché i suoi programmi, e le sue persone, sono vicini ai cittadini e ai loro problemi. A marzo la cassa integrazione ordinaria è cresciuta del 925% rispetto lo stesso periodo del 2008. Qual è stata la risposta del governo?

Tralascio ogni considerazione sulla presa di coscienza del fatto che esistesse una "crisi Paese" in corso, coscienza che è arrivata dopo sei mesi di un Parlamento immobilizzato in votazioni e discussioni legate ai problemi personali con la giustizia di Silvio Berlusconi.

Passiamo alle misure anticrisi, tutte, o quasi, fallimentari. Il Governo ha rilanciato il piano casa per ampliare le villette, ha riaperto i cantieri del ponte sullo stretto di Messina, ed ha distribuito una social card senza copertura finanziaria di cui oggi più nessuno parla.

La Lega ha fatto la sua parte, ha accettato i finanziamenti a fondo perduto per i comuni di Catania, Palermo e Roma, lo smantellamento di Malpensa e del suo indotto, in cambio della pagliacciata delle ronde e di una dichiarazioni di intenti sul federalismo.

Il Partito democratico, in uno stato di ipnosi governativa, fa opposizione a fasi alterne, nella convinzione che la diplomazia sia possibile con un uomo che possiede tre televisioni private, che ha deciso il Cda di quelle pubbliche, che dispone di due gruppi economici che controllano l’informazione e parte dell’economia del Paese, che vive nel più colossale conflitto di interessi conosciuto da una democrazia occidentale. Ebbene con quest’uomo il Pd pensa di usare la diplomazia. Questo lo definirei un comportamento da masochismo politico.

L’Italia dei Valori è un partito che rappresenta un’alternativa di governo. Racchiude al suo interno professionalità, programmi, idee, e vive tra la gente, nelle piazze, nelle fabbriche incontrando i cittadini, le associazioni, gli operai, gli industriali, per non vivere nel mondo astratto dell’ideologia politica della sinistra e nel clientelismo dorato del governo.

L’Italia dei Valori distingue tra i suoi interlocutori, e non si siederà al tavolo di un corruttore, né tanto meno stringerà alleanze di comodo alla ricerca di tornaconti individuali. Una politica diversa da quella degli ultimi 50 anni è possibile, e non si chiama “contestazione”, ma “realistica alternativa”. Se poi il Pd vuol continuare a fare la parte del Ponzio Pilato, faccia pure, ma ci lasci lavorare

mercoledì 8 aprile 2009

Le antenne che spunteranno nel 2009


Legnano (8 Apr 2009)

Come previsto dalla legge regionale 11/2001, il comune ha esposto all'albo pretorio i piani di sviluppo della rete di telecomunicazione radiomobile del 2009.
Le compagnie telefoniche devono infatti comunicare ai comuni, entro ogni mese di novembre, in quali siti intendono installare antenne nell'anno successivo
Anche se manca il piano di sviluppo della TIM, in base ai progetti delle altre compagnie si può iniziare a formulare qualche ipotesi sulle antenne che spunteranno a Legnano nel 2009, che andranno ad aggiungersi alla cinquantina di già esistenti.
Nell'Oltrestazione è previsto un solo nuovo impianto nella zona di via Vigorelli.
Tre sono invece i nuovi impianti previsti nell'area della consulta territoriale Centro: nelle zone intorno a via Gabinella / corso Garibaldi, a piazza Monumento e a via San Michele del Carso.
Ancora tre sono i nuovi ripetitori previsti nell'Oltresempione: nelle vicinanze di via Meucci, di via Resegone / Fabio Filzi e del campo Gianazza (a quanto pare non bastano i tre tralicci già presenti).
Si spera ovviamente che venga attuato fino in fondo quanto previsto dalla legge regionale 11/2001, in particolare che tutti i gestori di telefonia mobile presentino i loro piani e che, dopo la prevista pubblicizzazione, venga data la possibilità ai cittadini interessati di presentare osservazioni. Senza dimenticare che il comune deve promuovere iniziative di razionalizzazione, mirate a ridurre l'esposizione della popolazione alle onde radio.

lunedì 6 aprile 2009

Europee: Di Pietro capolista


Di Pietro: Io capolista in alternativa a Berlusconi.

Franceschini non vuol mettersi in gioco, ma Pd non critichi me Roma, 3 apr. (Apcom)
Antonio Di Pietro annuncia che si candiderà capolista alle europee in tutte le circoscrizioni per "offrire un'alternativa a Berlusconi". In una nota il leader di Idv chiarisce le ragioni della sua scelta: "Ma benedetto Iddio, se il leader del centro destra si candida come capolista, ci deve essere qualcuno a contrastarlo con le stesse armi!

E se Franceschini ha deciso e non vuole mettersi in gioco, a chi devono affidarsi gli elettori?".

Quindi, rivolgendosi ai democratici, Di Pietro aggiunge: "Qualcuno spieghi a questi signori del Pd che la mia candidatura è un`alternativa a Berlusconi, in modo che i cittadini abbiano un punto di riferimento anche in questo schieramento".

"Stupisce e preoccupa che molti esponenti del Pd critichino la mia candidatura alle elezioni europee, decisa dopo che Berlusconi ha annunciato la sua discesa in campo", conclude l'ex pm

Milano citta' metropolitana



Pubblico il video ed il testo dell'intervento di sabato 4 aprile dell' On. Di Pietro, presso il convegno "Prepariamo la città metropolitana" tenutosi a Milano.

"Come sapete, noi dell'Italia dei Valori siamo una formazione politica che in prospettiva guarda al superamento delle province, perché in alcuni casi la provincia va troppo stretta, in altri casi va troppo larga. Nel caso di Milano, appunto, trattasi di una realtà in cui provincia e comune devono essere una sola cosa, una realtà metropolitana che a differenza di Reggio Calabria merita di essere considerata tale.
La città metropolitana che noi immaginiamo è una città metropolitana che a Milano si deve sviluppare innanzitutto sul piano infrastrutturale, in secondo luogo sul piano industriale, in terzo luogo, ma che poi è il primo, sul piano della vivibilità urbana.
Sul piano infrastrutturale in realtà cosa fa lo sappiamo benissimo. Sappiamo benissimo che il punto fondamentale è lo snodo di tutte le realtà che arrivano da Milano e partono da Milano. Lo abbiamo affrontato tante volte e adesso ci sono le condizioni per farlo. Ci vogliono le grandi arterie ferroviarie, viarie o aeroportuali che portino vicino a Milano, ma come poi la città viene attraversata? La Tem, la Brebemi, la Pedemontana hanno un senso se ci stanno tutte, e se tutte quante fra di loro permettono di “snodare” quel che è il traffico di lunga gittata, che passa attraverso l'autostrada con il traffico che, dal territorio, entra ed esce da Milano.
Voi avete visto che tutto il sistema autostradale, A1 piuttosto che A4 sia verso il Piemonte sia verso la Lombardia, poi alla fine finisce tutto nell'imbuto della tangenziale. E' stato molto positivo, e io sono fra quelli che, diciamo così, l'ha stappata con la realizzazione della quarta corsia sulla A4 ad Agrate, ma poi avete visto che poi l'imbuto che si creava tra Agrate e Capriate ce lo troviamo adesso da una parte verso Cascina Gobba e dall'altra parte verso Rho. Allora la situazione in cui è necessario fare sia la piccola “tangenzialina”, da Rho a Monza, sia la tangenziale più grande, la Pedemontana lombarda.
Tutto questo non serve a niente se poi non si sblocca la Tem. Tutte e tre queste opere non servono a niente se non si crea un sistema di aree metropolitane e metro tranviarie. E' importante che poi, da questa realtà extraurbana, si possa entrare e uscire da Milano con un sistema di trasporti pubblici importante.
Credo che Milano sia la città dove può realizzarsi una città metropolitana, così come previsto dalla nuova legge, proprio perché c'è l'Expo 2015, che dà la possibilità di realizzare e costruire questa realtà. Dipende da cosa si vuol fare. Fino adesso l'idea che mi dà è che l'Expo sta a Milano come la Tav stava all'Italia, se ne parla molto, si comincia già a pagare le tangenti ma il lavoro non parte mai. Lo ricordo bene perché io, della Tav, me ne ero occupato negli anni '90, ancora prima che si cominciava a fare, però già avvennero i primi arresti. Poi è successo tutto quel che è successo.
Cosa voglio dire? L'Expo è uno strumento fondamentale se pensato in funzione di ciò che sarà il dopo Expo, perché se tutti questi soldi servono soltanto per l'Expo è semplicemente un gioco di carnevale. Siccome i mezzi, gli strumenti, i mezzi e le risorse ci saranno, siccome Milano è l'unica città che obiettivamente può fare una cosa del genere, noi dell'Italia dei valori non intendiamo tirarci indietro rispetto a questo impegno. Ovviamente, sia sul piano infrastrutturale sia sul piano delle scelte urbanistiche, perché su questo piano noi non è che possiamo, in nome dell'Expo, stravolgere la realtà di Milano.
Con riferimento a tutto questo, mi preme dire anche qui in questa sede, c'è la necessità di mettere in chiaro la differenza tra quello che è lo sviluppo urbano, dove si vive, e lo sviluppo industriale, che comunque dovrà essere rivisto insieme all'Expo. Credo che la parte importante riguardi il Pil italiano, la cui maggior parte si trova all'interno del territorio della provincia di Milano. In una situazione di questo genere è evidente, quindi, che la città metropolitana che noi immaginiamo non può considerare che diventi un dormitorio o un luogo di passeggio, ma deve essere un luogo di rilancio dello sviluppo industriale e quindi anche di ottimizzazione delle infrastrutture, ma anche dei luoghi in cui ampliare e migliorare qualificare lo sviluppo industriale.
Sviluppo industriale non vuol dire fare le fabbriche e un po' di ciminiere dentro Milano. Vuol dire individuare quali sono le priorità manifatturiere o di servizi che riteniamo siano importanti per questa area e da portare all'esterno, e rivedere quella serie di attività industriali che sono dannose per l'ambiente, per l'attività urbana e per la funzionalità del sistema intero.
Noi riteniamo che anche il piano casa vada affrontato con realismo. Come sapete, abbiamo detto sì al federalismo fiscale. Lo abbiamo fatto con senso di responsabilità sapendo bene che è come il coltello da cucina: ci tagli il pane e funziona benissimo, ma ci puoi ammazzare la moglie.Cosa vuol dire questo? Vuol dire che il federalismo è uno strumento tecnico che se viene usato con senso di responsabilità servirà per ottimizzare sia il sistema delle entrate che il sistema delle uscite. E' uno strumento malevolo se viene utilizzato male, ma se rinunci a costruire e a forgiare lo strumento hai già perso.
Ecco perché noi abbiamo detto che ci stiamo, ecco perché noi abbiamo detto che vogliamo contribuire a fare di questo strumento una forgia che serva per far funzionare il sistema. In quest'ottica, anche sul piano casa. Lo abbiamo annunciato, ci proporremo con senso di responsabilità. Vuol dire che quella proposta così com'era stata formulata è una proposta scellerata, ma questo non vuol dire che un piano casa non si debba fare. Questo non vuol dire che non ci sia bisogno, in alcuni casi, anche di rivedere una legge urbanistica. Bene, anche in questo caso noi affronteremo, adesso che è stato riportato all'interno dell'alveo della legalità, e diremo sì al piano casa, ma ci vorremo mettere le mani affinché venga fatto nell'ambito della legalità.
E allora mi avvio alla conclusione: l'Italia dei Valori in questa costruzione che comincia, dopo la nuova legge che è stata emanata della città metropolitana, ci starà e ci starà con proposte concrete. Ci starà e ci starà nel tentativo di risolvere e di partecipare in essa. Ci starà, e concludo, così come c'è stata nella tutela delle aree intorno a Malpensa. Noi abbiamo fatto interventi anche su Malpensa, anche per dimostrare come Milano e Malpensa debbano essere collegate, così come Malpensa e Linate non sono in dicotomia fra di loro ma possono essere in sinergia. E lo svincolo a "U" che abbiamo fatto sul sistema ferroviario fra le Ferrovie Nord e le ferrovie milanesi, l'abbiamo fatto su Saronno, anche in quel caso finanziato l'intero progetto, che permetterà alle due ferrovie di poter intercambiarsi fra di loro e quindi di creare un nodo ferroviario di grande risultato.Una città metropolitana dovrà avere una sua naturale conseguenza e un suo naturale braccio nel completamento, e concludo, del treno ad alta velocità che attualmente arriva a Treviglio e che dovrebbe arrivare a Brescia per collegarsi poi alla dorsale fra il Corridoio uno e il Corridoio cinque, anch'esso fondamentale. Insomma, le idee le abbiamo, accettiamo di collaborare con tutti, anche con la maggioranza all'insegna della politica del fare. l'Italia dei Valori si proporrà sia per la realizzazione della città metropolitana sia per aiutare Penati a farla. "

sabato 4 aprile 2009

Per l'autonomia della Magistratura

Luigi De Magistris

La Magistratura, come la Costituzione italiana prevede, è indipendente e autonoma da ogni altro potere. Dobbiamo difendere con fermezza l'indipendenza e l'autonomia della Magistratura, che non è un privilegio di una casta o di una corporazione di categoria professionale, ma una garanzia per tutti i cittadini. L'articolo 3 della Costituzione sancisce che tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge. Questo è un principio fondamentale, ma per dargli sostanza bisogna far si che la magistratura sia autonoma e indipendente. Se la Magistratura non è indipendente non si può avere una legge uguale per tutti. Il rischio, nel caso la Magistratura dipendesse dal potere politico, sarebbe avere una giustizia forte con i deboli e debole con i forti. Questo in parte in Italia già avviene, dove abbiamo processi rapidi e celeri nei confronti delle persone più deboli e processi lunghissimi, che spesso terminano con la prescrizione, nei confronti dei colletti bianchi e dei poteri forti.Ci sono poi, e su questo bisogna vigilare, una serie di tentativi per svuotare e depotenziare questo principio costituzionale attraverso la legge ordinaria. Ad esempio, in Parlamento si discute in questi giorni un disegno di legge molto pericoloso, che vuole impedire che la Magistratura possa investigare di propria iniziativa. Questo è un principio importante, introdotto nel codice nella fine degli anni '80 e voluto da Giovanni Falcone, pubblico ministero titolare delle indagini preliminari, il Dominus delle indagini, e quindi di propria iniziativa, proprio perché è un organo indipendente da ogni altro potere, poter investigare senza avere condizionamenti da parte di nessuno. Questo disegno di legge prevede che il pubblico ministero possa muoversi solo nel caso di segnalazioni da parte della polizia giudiziaria. Perché è pericoloso? Non perché la polizia giudiziaria non abbia professionalità e capacità, anzi, la mia esperienza di magistrato mi insegna che Magistratura e polizia giudiziaria lavorano assieme per la ricerca della verità e per le esigenze di giustizia, però la polizia ha anche una dipendenza dal potere esecutivo. C'è il rischio che il potere esecutivo decida su quali reati investigare e quali no. E' intuibile che indagini di corruzione, sul malaffare politico e indagini sulla criminalità dei colletti bianchi, non ci possano essere più in questo Paese. In Europa è importante vigilare affinché i processi non durino tantissimo come in Italia e che ci sia la certezza della pena. Questo è un tema importante, che va consolidato e che può avvenire soltanto con una Magistratura autonoma ed indipendente. E' importante che questa nuova politica che cerchiamo di rappresentare noi esponenti della società civile, insieme ad Antonio Di Pietro e l'Italia dei Valori, stia vicino ai giudici e ai magistrati impegnati in prima linea. In questi anni abbiamo assistito spesso ad una politica che interviene per ostacolare le attività giudiziarie o, in qualche modo, per cercare di impedirne il naturale decorso. La politica deve stare vicino ai magistrati in prima linea, non solo fornendo loro mezzi e risorse, ma evitando di approvare leggi che ostacolano il funzionamento della giustizia e soprattutto evitando delegittimazioni improprie della Magistratura, cosi come anche tentativi di interferenza nelle attività giudiziarie come sta avvenendo in questi giorni attraverso l'ispezione che il ministro Alfano ha disposto presso la Magistratura barese, che sta facendo indagini importanti in materia di pubblica amministrazione. Bisogna invertire la rotta: non una politica contro i giudici, ma una politica a favore dei magistrati impegnati in prima linea, e mi riferisco in particolare a quei magistrati che operano in realtà molto difficili come quelle dell'Italia meridionale, la Sicilia, la Calabria e la Campania in particolare.